Polio ist medizinisch besiegbar, politisch jedoch gefährdet. Christian Schleuss, End-Polio-Now-Koordinator unserer Zone, erklärt, warum der entscheidende Kampf nicht im Labor geführt wird, sondern in den Machtzentren der Welt. Es ist paradox: Die Welt ist so nah dran, Polio zu besiegen wie nie zuvo ... Polio ist medizinisch besiegbar, politisch jedoch gefährdet. Christian Schleuss, End-Polio-Now-Koordinator unserer Zone, erklärt, warum der entscheidende Kampf nicht im Labor geführt wird, sondern in den Machtzentren der Welt. Es ist paradox: Die Welt ist so nah dran, Polio zu besiegen wie nie zuvor – und doch muss man mehr denn je dafür kämpfen. Für Dr. Christian Schleuss, End-Polio-Now-Koordinator für Deutschland, die Schweiz und Liechtenstein, liegt die Antwort nicht im Labor, sondern in der Geopolitik. «Aus medizinischer und technischer Sicht kann Polio vollständig ausgerottet werden», sagt er. «Poliovirus Typ 2 und 3 sind Geschichte, nur Typ 1 zirkuliert noch, hauptsächlich in Afghanistan und Pakistan.» Hinzu kommt ein weiteres Risiko: In Ländern mit niedrigen Impfquoten können abgeschwächte Impfviren mutieren und dann bei Ungeimpften wieder Lähmungen verursachen – ein Problem, das verstärkt in Abwässern Europas überwacht wird. Gerade diese beiden Länder zeigen, worum es eigentlich geht: Impfkampagnen sind kein logistisches Problem, sondern eines der Stabilität. Sobald Regierungen schwach werden, gewinnen Viren Spielraum. Die Bilanz des Erfolgs ist beeindruckend: Vor Einführung von PolioPlus im Jahr 1985 erkrankten jährlich rund 350000 Kinder an der tückischen Krankheit. Heute geht man von weniger als hundert Fällen weltweit aus. Gleichzeitig fehlen rund sieben Milliarden US-Dollar im globalen Finanzierungstopf, um den Endspurt abzusichern – genug, um schon in wenigen Jahren ein historisches Ziel zu erreichen: Polio als zweite Krankheit nach den Pocken vollständig zu besiegen. Doch Erfolge können trügerisch sein. Abwasserfunde in europäischen Grossstädten zeigten zuletzt, wie gering die Distanz zwischen Triumph und Rückfall bleibt. «Wir dürfen uns nicht einlullen lassen», warnt Schleuss. Nutzt man die letzten Jahre nicht, könnte die Kinderlähmung zurückkehren – und im schlimmsten Fall wieder jährlich bis zu 200000 Kinder lähmen. Türöffner statt Zaungast: Die besondere Rolle von Rotary Rotary ist im Kampf gegen Polio mehr als ein Sponsor. Die Rotarier öffnen Türen, wo politische Zugänge versperrt sind, und schaffen Raum für medizinische Teams in Krisengebieten. Diese Türöffnerrolle hat oft über Impfkampagnen hinaus Wirkung entfaltet; sie bringt Gesprächspartner an einen Tisch, die sich sonst nicht begegnen würden. «Wir leisten damit nebenbei auch Friedensarbeit», erklärt Schleuss. Es ist der stille Teil der Bilanz, der selten auf Plakaten steht, aber ohne den der Fortschritt nicht möglich wäre. Und die Schweiz? Und Liechtenstein? Beide Länder sind poliofrei, doch Immunität ist kein Zustand, sondern ein Prozess. Wer weniger impft, erhöht das Risiko. Die Pandemie hat gezeigt, wie schnell Impfbereitschaft bröckelt, wenn Krankheiten aus dem Blick geraten. Die rotarischen Aktivitäten rund um den Welt-Polio-Tag, vom WHO-Besuch in Genf über die Sensibilisierung in Vaduz bis hin zum KKL-Konzert in Luzern, sollen genau das verhindern: dass eine Krankheit erst dann sichtbar wird, wenn es zu spät ist. Als geduldiger Optimist glaubt Schleuss an die Kraft der internationalen Gemeinschaft. Sein Zeitplan ist klar: «Wenn wir jetzt dranbleiben, wenn politischer Wille und Finanzierung zusammenkommen, dann können wir 2029 oder 2030 sagen, dass Polio Geschichte ist.» Bis dahin gilt: Wachsamkeit ist die letzte Impfdosis.
Mentre si prepara a chiudere la sua fondazione, Bill Gates sta portando avanti i suoi progetti più ambiziosi di sempre. A maggio, Bill Gates ha lanciato una sfida audace: donare quasi tutta la sua fortuna nei prossimi 20 anni e chiudere l’organizzazione filantropica che aveva fondato molti anni fa. ... Mentre si prepara a chiudere la sua fondazione, Bill Gates sta portando avanti i suoi progetti più ambiziosi di sempre. A maggio, Bill Gates ha lanciato una sfida audace: donare quasi tutta la sua fortuna nei prossimi 20 anni e chiudere l’organizzazione filantropica che aveva fondato molti anni fa. La Fondazione Gates, partner del Rotary nell’iniziativa globale per l’eradicazione della polio, ha già donato 100 miliardi di dollari nei suoi primi 25 anni di attività. Ma per poter chiudere definitivamente i battenti, la Fondazione dovrà ora accelerare il ritmo e spendere più del doppio di questa somma entro il 31 dicembre 2045. La lotta contro la polio rimane una priorità. In occasione della Convention internazionale del Rotary 2025 a Calgary, il Rotary e la Fondazione Gates hanno annunciato che investiranno insieme 450 milioni di dollari in tre anni per sostenere l’eradicazione della malattia, rinnovando così la loro lunga partnership. Il Rotary continuerà a raccogliere 50 milioni di dollari all’anno e ogni donazione sarà triplicata dalla Fondazione Gates. Per comprendere meglio il suo gesto, la sua visione dell’eredità della Fondazione Gates e i suoi progetti per il futuro, la rivista lo ha incontrato in occasione del suo 70º compleanno. Ecco l’intervista completa. In occasione del 25° anniversario della Fondazione Gates, di cosa va più fiero? Negli ultimi 25 anni abbiamo assistito a progressi straordinari e abbiamo avuto la fortuna di contribuire in misura maggiore di quanto avremmo mai potuto immaginare. Sono orgoglioso delle partnership che hanno contribuito a salvare vite umane: non solo l’Iniziativa globale per l’eradicazione della poliomielite, ma anche il Fondo globale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria, nonché Gavi, l’Alleanza per i vaccini. Mentre la vostra fondazione si appresta a ridurre gradualmente le sue attività nei prossimi 20 anni, in quali settori ritiene che i vostri fondi avranno il maggiore impatto? Nonostante i progressi che ho appena descritto, stiamo affrontando le difficoltà più grandi nella storia della nostra fondazione. I Paesi stanno tagliando decine di miliardi di dollari dagli aiuti allo sviluppo e le conseguenze saranno drammatiche. Per la prima volta dall’inizio del millennio, il numero di bambini che muoiono nel mondo aumenterà: una tragedia inimmaginabile. Ecco perché abbiamo bisogno di persone impegnate nel progresso, come i Rotariani, per opporsi a questi tagli devastanti e riportare il mondo sulla strada del progresso. Contiamo sull’ingegno umano — quello dei ricercatori, degli operatori sanitari, degli insegnanti e degli agricoltori — il cui duro lavoro ha già portato a progressi spettacolari. Loro non si sono arresi, e nemmeno noi.Risolvere, non gestire Come garantite la sostenibilità? L’obiettivo della Fondazione Gates è sempre stato quello di risolvere i problemi, non di gestirli all’infinito. Ciò significa aiutare le popolazioni a sviluppare le proprie capacità per affrontare le sfide che le attendono. Pertanto, nonostante le difficoltà attuali, resto ottimista. Parliamo proprio di un settore in cui questo impegno a lungo termine rimane fondamentale: la lotta contro la poliomielite. Il numero di casi di poliovirus selvaggio è aumentato nel 2024. Cosa la rende ottimista riguardo alla possibilità di eradicare la malattia? Sono più convinto che mai che il programma globale di lotta contro la poliomielite sconfiggerà questa malattia una volta per tutte. Ciò che mi rende ottimista, nonostante le difficoltà, è l’innovazione, il lavoro degli operatori sanitari in prima linea e l’impegno globale in questa lotta. Il vaccino di nuova generazione contro la poliomielite, l’nVPO2, contribuisce a frenare le epidemie e protegge dalla paralisi i bambini delle comunità con scarsa copertura vaccinale. Nonostante il recente aumento dei casi, non dobbiamo perdere di vista i notevoli progressi compiuti: l’Iniziativa globale per l’eradicazione della poliomielite ha eliminato il poliovirus selvaggio in quasi tutti i Paesi, riducendo di oltre il 99% il numero dei casi. Forti del nostro impegno e con l’aiuto di collaboratori come i Rotariani di tutto il mondo, sono convinto che potremo portare a termine il nostro progetto. In che modo il programma di lotta contro la poliomielite si adatta all’attuale instabilità politica ed economica? La vostra Fondazione ha modificato il proprio modo di agire per eradicare la malattia? Il programma di lotta contro la poliomielite vanta una lunga esperienza nell’adattarsi anche ai contesti più complessi. Collabora strettamente con i governi e le comunità per poter estendere la vaccinazione di routine, mantenendo sempre l’obiettivo dell’eradicazione. Oggi, di fronte alla concorrenza di altre priorità sanitarie e alle crescenti pressioni politiche e finanziarie, sappiamo che le sfide saranno impegnative. Alcuni dei principali donatori stanno riducendo il loro sostegno alla salute globale, mentre nuovi donatori stanno entrando in gioco — un contributo fondamentale in questa fase. Continuiamo ad adattarci, come abbiamo sempre fatto: concentrandoci su ciò che funziona e utilizzando le nostre risorse finanziarie e umane dove possono avere il maggiore impatto per eliminare definitivamente la poliomielite. Qual è la lezione più importante che ha imparato dalla sua esperienza nell’eradicazione della polio? Ho imparato che il progresso dipende da una collaborazione incessante. Il successo è possibile solo quando gli operatori impegnati nella lotta alla polio, i funzionari governativi, i partner e i donatori — in particolare il Rotary — lavorano insieme per garantire che i nostri vaccinatori possano raggiungere tutti i bambini, anche nelle zone più remote. L’eradicazione definitiva della polio richiederà ulteriori collaborazioni di questo tipo, ovunque e ogni volta che la malattia si ripresenterà. Il ruolo dei soci del Rotary come sostenitori internazionali della nostra causa e leader civici è essenziale per garantire che l’eradicazione della polio rimanga una priorità globale assoluta. Da vent’anni la Fondazione Gates finanzia innovazioni tecniche nel campo dei vaccini antipolio, in particolare la creazione e la distribuzione dell’nVPO2. Cosa la entusiasma di più delle attuali attività di ricerca e sviluppo? Investire nell’innovazione è più importante che mai. Come ho già detto, l’nVPO2 sta già contribuendo a fermare le epidemie e stiamo investendo nella ricerca di vaccini geneticamente più stabili, per immunizzare le generazioni future contro le varianti del poliovirus. Questi progressi ci consentono di interrompere la trasmissione più rapidamente e di garantire una protezione più mirata a un numero maggiore di bambini. I nuovi vaccini forniscono agli operatori sanitari in prima linea strumenti migliori per immunizzare ogni bambino e fermare definitivamente la trasmissione di tutte le forme di poliomielite. Perché la Fondazione Gates ha scelto di collaborare con il Rotary? Quali sono i vantaggi di questa partnership? In qualità di partner fondatore della Global Polio Eradication Initiative (GPEI), dal 1985 il Rotary ha contribuito a vaccinare quasi 3 miliardi di bambini in centinaia di Paesi. I suoi soci hanno dedicato innumerevoli ore di volontariato e investito fondi significativi nella lotta contro la polio; inoltre, le loro azioni di sensibilizzazione presso i governi hanno permesso di mobilitare ulteriori miliardi. Grazie alla sua rete internazionale, il Rotary è in grado di distribuire vaccini e coinvolgere le comunità anche nei contesti più difficili. È grazie alla leadership del Rotary che siamo vicinissimi a raggiungere il nostro obiettivo comune: che nessuna famiglia debba mai più temere questa malattia. Perché state ampliando il finanziamento complementare “2 per 1” della Fondazione Gates con il Rotary? Insieme speriamo di raccogliere fino a 450 milioni di dollari nei prossimi tre anni. Questi fondi saranno impiegati per finanziare la distribuzione dei vaccini, la risposta alle epidemie, il coinvolgimento delle comunità e l’attuazione e il mantenimento dei programmi di eradicazione nelle regioni colpite. Questa proroga del finanziamento arriva in un momento cruciale: l’anno scorso si è registrato un aumento dei casi di poliovirus selvaggio negli ultimi due Paesi in cui la malattia è endemica, Afghanistan e Pakistan. Il rilevamento dei poliovirus in Paesi precedentemente indenni ci ricorda che la poliomielite, ovunque emerga, rappresenta una minaccia per tutti. Proseguire la nostra partnership con il Rotary ci consentirà di affrontare queste sfide e proteggere i bambini di tutto il mondo grazie a vaccini salvavita.La speranza come motore Il Rotary attribuisce sempre più importanza all’impatto misurabile dei propri progetti. Avete qualche consiglio da condividere con i nostri soci? Disporre di dati di qualità e tempestivi è fondamentale, sia per lo sviluppo di strumenti intelligenti sia per la distribuzione dei vaccini o per le azioni di sensibilizzazione. Grazie ai progressi nella raccolta e nell’analisi dei dati sanitari globali, oggi sappiamo molto di più sulle cause della mortalità infantile, sui luoghi in cui avvengono questi decessi e sui motivi per cui alcuni bambini sono più vulnerabili di altri. Mettendo in pratica queste conoscenze, negli ultimi 25 anni abbiamo compiuto progressi considerevoli, riducendo la mortalità infantile e salvando vite umane. Investire nei dati è una strategia efficace per generare impatto. Misurare i risultati e basarsi su dati di qualità per sviluppare programmi renderà le iniziative del Rotary ancora più incisive. Quale messaggio desidera trasmettere ai soci del Rotary? Prima di tutto, grazie per il vostro sostegno incondizionato nella lotta contro la polio. La leadership, le azioni di sensibilizzazione e l’impegno costante del Rotary hanno portato il mondo alle soglie dell’eradicazione, un obiettivo che un tempo sembrava impossibile da raggiungere. Grazie a tutti i Rotariani per la loro dedizione e collaborazione nel corso dei decenni. Grazie ai vostri sforzi, un giorno vivremo in un mondo in cui nessun bambino sarà più colpito da questa malattia. Speriamo di aver sconfitto definitivamente la polio ben prima della chiusura della nostra Fondazione, prevista per il 2045.
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Il primo Rotary club fu organizzato a Chicago il 23 febbraio 1905. Alla fine della Prima guerra mondiale i Rotary Club, a livello globale, erano già 500 e nel 1921 se ne contavano ormai 1000. Anche in Europa sorgevano i primi Club, per esempio a Madrid e Parigi. Nel frattempo, nella Sede centrale del Rotary Club di Chicago cresceva il desiderio di fondare anche un Club nel territorio europeo di lingua tedesca, cosa che accadde nel 1924 a Zurigo, con l’ausilio del Club di Parigi, che divenne così il club padrino. Nel 1925 seguirono Basilea, Berna, Ginevra, Lucerna e San Gallo. Nel 1957 venne fondato il primo Club nel Principato del Liechtenstein.
In Svizzera e Liechtenstein il Rotary conta attualmente più di 13.250 membri distribuiti fra 220 club, a loro volta ripartiti in tre distretti. Ogni distretto è diretto da un governatore.
Distretto 1990 - Svizzera occidentale Distretto 1980 - Svizzera centrale Distretto 2000 - Svizzera orientale e Liechtenstein
Rotary: Qui siamo?
Il Rotary mobilita i suoi soci in aree prioritarie mirate. Questo ci permette di mettere in comune conoscenze, esperienze e risorse per trovare soluzioni sostenibili - in tutto il mondo. Le sette aree d'intervento del Rotary sono
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