Insieme anziché uno accanto all’altro

martedì 16 dicembre 2025

Anne-Sophie Laumans-Ziegler/vmn

Il 27 settembre, Rotariani e Rotaractiani provenienti da tutto il distretto si sono riuniti per un pomeriggio dedicato al dialogo, all’incontro e alla costruzione condivisa del futuro.

Già all’arrivo al Café Bar Black1966 di Zurigo si è creata un’atmosfera aperta e curiosa, nella quale i membri dei diversi club hanno rapidamente socializzato e avviato conversazioni. L’evento è stato organizzato e moderato da Anne-Sophie Laumans-Ziegler e Michael Schaffner, con il supporto del DG Andrea Weber. Con chiarezza, tatto e un impegno tangibile, i tre hanno dato il tono a un pomeriggio incentrato non tanto su un programma rigido, quanto sulla vera convivialità. In brevi momenti di presentazione, i club hanno mostrato la loro diversità – dalle dimensioni e dalla struttura per età ai rispettivi ambiti di attività e progetti – chiarendo al contempo quanto siano uniti da valori comuni.

Il blocco dedicato alle prospettive ha dato avvio ai lavori. Dieter Bambauer, presidente della DGE, ha parlato del ruolo del Rotary oggi e domani, sottolineando il potenziale di una collaborazione stretta e paritaria con il Rotaract. Il suo messaggio è stato chiaro: il Rotaract non è una riserva di futuri soci, bensì un partner indipendente che apporta nuova energia, nuove prospettive e nuovi impulsi al Rotary. Nella successiva discussione con Kay Bucher sono state affrontate apertamente aspettative, punti di attrito e possibili malintesi. Kay ha descritto situazioni in cui Rotary e Rotaract si sono avvicinati in modo particolarmente proficuo durante il suo mandato come presidente del Rotaract Zurigo, sottolineando quanto il contatto personale sia fondamentale per una comprensione autentica. Dieter Bambauer, dal canto suo, ha illustrato la sua visione per il futuro in qualità di governatore, indicando quali cambiamenti di percezione reciproca e quali aperture ritenga necessari e dove individui il maggiore potenziale ancora inutilizzato per una collaborazione di successo. Il dialogo è stato caratterizzato da onestà, rispetto e da una palpabile volontà di rafforzare ulteriormente i ponti esistenti.

Dopo una breve pausa, è seguito un workshop che ha unito apprendimento e sostegno reciproco. Jonas Frieg ha aperto con uno spunto sui punti di forza specifici del Rotaract e sulle opportunità offerte dalle iniziative comuni. Szymon Chlopek ha completato l’intervento con un racconto personale della sua esperienza di passaggio dal Rotaract al Rotary, un percorso accompagnato da aspettative, ma anche da incertezze. Nelle successive discussioni di gruppo, composte in modo misto, i partecipanti si sono confrontati su due domande centrali: come può essere condivisa al meglio la conoscenza tra generazioni e strutture diverse? E quali progetti comuni si sono dimostrati particolarmente efficaci? I risultati presentati hanno mostrato con chiarezza che la collaborazione funziona quando le persone si conoscono, le responsabilità sono ben definite e i progetti si fondano su un atteggiamento positivo piuttosto che su formalità rigide.

In seguito, diversi partecipanti hanno presentato esempi di buone pratiche provenienti dai loro club. Hanno raccontato di progetti che non solo hanno funzionato dal punto di vista organizzativo, ma che hanno anche generato un impatto concreto: iniziative in cui la collaborazione ha avuto successo perché il giusto equilibrio tra idee, impegno e cultura condivisa era presente. Questi esempi hanno offerto ispirazione, messo in luce possibili ostacoli e fornito ai club indicazioni concrete su come rafforzare ulteriormente la cooperazione tra Rotaract e Rotary.

Infine, si è aperto uno spazio di riflessione comune. In una discussione aperta, i partecipanti hanno condiviso i momenti salienti della giornata, espresso desideri e delineato le prime visioni per la collaborazione futura. Molti hanno sottolineato come la comprensione reciproca cresca attraverso incontri regolari e come siano necessari formati stabili per consolidare questi ponti nel lungo periodo.

Andrea Weber e Anne-Sophie Laumans-Ziegler hanno concluso il pomeriggio con una riflessione semplice ma significativa: da questa giornata non si portavano a casa solo idee, ma anche nomi e contatti di persone da chiamare in futuro. Alla fine è emersa un’immagine condivisa del domani: quando ci si ritroverà tra cinque anni, la collaborazione sarà diventata così naturale che la domanda centrale non sarà più se fare qualcosa insieme, ma semplicemente quale sarà il prossimo progetto da realizzare insieme.

Il Rotaract Day 2025 ha riunito Rotariani e Rotaractiani a Zurigo