Dopo una
catastrofe, l’elemento più naturale diventa spesso il pericolo più grande:
l’acqua potabile pulita diventa una questione di sopravvivenza. La nostra serie
dedicata ai cinque ambiti d’azione del Rotary è questa volta incentrata sul Servizio Internazionale. Al centro dell’attenzione: un
progetto concreto che crea un ponte tra un’associazione locale e le aree di
crisi del mondo, tra una corsa cittadina a Lucerna e le regioni colpite da
catastrofi.
Il Servizio
Internazionale nella pratica: Water Survival Box Svizzera
Una corsa
cittadina è uno strano mix di disciplina e spettacolo. Le persone pagano una
quota d’iscrizione per correre tra le vie della città sotto un cielo
primaverile spesso imprevedibile, mentre il pubblico le incoraggia. A Lucerna
questo fa parte del mese di maggio. Nel maggio 2025, però, l’evento ha assunto
un significato ancora più profondo: 184 membri della famiglia rotariana hanno
preso il via sotto il nome di RUN4WATER.
L’idea era di una
semplicità disarmante: ogni chilometro percorso e ogni sponsor contribuivano
direttamente a portare acqua potabile là dove, dopo una catastrofe, essa
rappresenta una questione di sopravvivenza. Alla fine sono stati raccolti
107’000 franchi svizzeri. Una somma che ha permesso di finanziare 535 Water
Survival Box, offrendo a circa 2’700 persone concrete possibilità di accedere
all’igiene, alla salute e a un minimo di autonomia in una situazione di
emergenza.
Quella che
potrebbe sembrare una classica iniziativa benefica tocca in realtà uno degli
aspetti più importanti – e spesso sottovalutati – dell’aiuto umanitario. Le
catastrofi naturali distruggono case e strade, ma quasi sempre interrompono
anche l’approvvigionamento idrico. Quando i pozzi sono contaminati e le
condutture danneggiate, l’elemento più naturale che esista si trasforma
improvvisamente in una grave minaccia.
Quando
l’acqua diventa una questione di sopravvivenza
Chi vive in
Svizzera raramente si sofferma a riflettere sulla disponibilità di acqua
potabile. Basta aprire un rubinetto e l’acqua scorre. Da noi l’acqua non è una
notizia: è semplicemente un’infrastruttura. Nel mondo, invece, circa 700
milioni di persone non dispongono di un accesso sicuro all’acqua pulita. Quando
un terremoto, un uragano, un’inondazione o un conflitto armato colpiscono una
di queste regioni, malattie come il colera o il tifo si diffondono rapidamente.
Le persone più vulnerabili sono proprio quelle già indebolite dalla fuga, dalle
ferite o dalla precarietà.
È proprio qui che
interviene la Water Survival Box. L’oggetto è estremamente semplice: un robusto
contenitore di plastica rossa con coperchio blu, impilabile e resistente. La
sua vera forza si scopre aprendolo. Il cuore del sistema è un filtro meccanico microporoso
che elimina impurità, virus e batteri senza elettricità, batterie, filtri a
carbone attivo o additivi chimici. Un unico sistema è in grado di fornire acqua
potabile a una famiglia di cinque persone per un periodo fino a cinque anni.
Con appena 200
franchi svizzeri è possibile far arrivare una Water Survival Box direttamente a
una famiglia in grave difficoltà. Una cifra sorprendentemente contenuta, se
confrontata con gli effetti a lungo termine: protezione dalle malattie e un
importante recupero di autonomia in una situazione in cui tutto sembra sfuggire
al proprio controllo.
Anche il contenuto
della scatola è stato studiato nei minimi dettagli. Attrezzi come martello,
sega, pinza, corda e teloni permettono di costruire un riparo provvisorio. Le
stoviglie in acciaio inox garantiscono condizioni igieniche adeguate. Si
aggiungono poi oggetti essenziali per la vita quotidiana: sapone, materiale di
primo soccorso, lampade solari, quaderni e matite. Chi ha perso tutto sente la
mancanza proprio di questi piccoli strumenti di ogni giorno. Una lampada porta
sicurezza nell’oscurità; una pallina da tennis, dei pastelli colorati o un
quaderno possono significare molto più di quanto si immagini per un bambino.
Il concetto si
distingue nettamente dalla distribuzione di bottiglie d’acqua, che vengono
consumate rapidamente e producono grandi quantità di rifiuti. La Water Survival
Box non fornisce un semplice prodotto, ma un sistema. Permette alle persone
colpite di trasformare autonomamente l’acqua superficiale in acqua potabile e
di riconquistare così una parte della propria indipendenza.
L’idea è nata nel
2004, dopo lo tsunami nell’Oceano Indiano, su iniziativa del Rotary Club
Chelwood Bridge, in Inghilterra. Da un gesto spontaneo è nato un progetto di
aiuto rigorosamente standardizzato che, dal 2008, figura nell’elenco ufficiale
del Rotary delle «Opportunities to Serve». Da
allora oltre 22’000 Water Survival Box sono state impiegate in occasione di 92
catastrofi in 47 Paesi, da Haiti al Pakistan, dalla Siria all’Ucraina.
La sfida più
grande rimane il cosiddetto «ultimo miglio». Gli aiuti devono superare le
procedure doganali, gli ostacoli amministrativi e raggiungere direttamente le
famiglie. In questo compito, accanto alle organizzazioni umanitarie presenti
sul territorio, entra in gioco la rete mondiale del Rotary. I club locali e le
ONG conoscono la realtà del luogo, coordinano la logistica e garantiscono che
gli aiuti arrivino realmente a chi ne ha bisogno.
Il Servizio
Internazionale con il contributo della Svizzera
In Svizzera il
progetto ha preso forma nel 2016, in seguito a una raccolta fondi organizzata
per Haiti. Per garantire continuità all’iniziativa, l’anno successivo alcuni
Rotariani svizzeri hanno fondato a Lucerna l’associazione Water
Survival Box Schweiz–Suisse–Svizzera. Con circa 90 membri,
l’associazione opera interamente su base volontaria. Questo modello snello
garantisce che ogni franco donato venga destinato all’acquisto, al trasporto e
alla distribuzione delle Water Survival Box, senza costi amministrativi
superflui.
Fin dalla sua
fondazione, l’associazione svizzera è presieduta dal Rotariano Bernhard Etienne
ed è sostenuta da un consiglio direttivo particolarmente impegnato, composto da
Rotariani, socie Inner Wheel e membri del Rotaract. Il loro modo di lavorare,
concreto e affidabile, riflette perfettamente lo spirito del progetto: i
privilegi comportano responsabilità. Vivere in un Paese ricco di risorse
idriche significa assumersi una responsabilità nei confronti delle regioni in
cui questo bene essenziale manca.
Questa
responsabilità coinvolge realtà molto diverse tra loro. Oltre all’eClub
Zentralschweiz, promotore dell’iniziativa legata alla corsa cittadina di
Lucerna, anche il mondo dell’economia e del turismo contribuisce come
importante moltiplicatore. Le Funivie del Titlis hanno sostenuto il progetto
per molti anni attraverso campagne di raccolta fondi, mentre l’Hotel Hauser di
St. Moritz ha devoluto parte del ricavato della vendita della propria acqua di
sorgente locale con lo slogan «Drink & Donate».
La logica è quasi naturale: dove l’acqua rappresenta un elemento identitario,
economico o di piacere, può diventare anche uno strumento di solidarietà.
Poca
burocrazia, grande impatto
Il progetto vive
anche grazie all’impegno dei Rotary Club svizzeri. Recentemente Marco Baur ha
presentato la Water Survival Box al RC Fürstenland di Gossau, portando con sé
una scatola completamente equipaggiata. Incontri di questo tipo rendono
tangibile una realtà umanitaria che spesso appare lontana e astratta. Non si
vedono soltanto statistiche, ma strumenti, filtri e la sorprendente semplicità
di un sistema progettato per salvare vite.
Il Servizio
Internazionale, uno dei cinque ambiti d’azione del Rotary, promuove la
comprensione tra i popoli e una collaborazione concreta oltre i confini
nazionali. La Water Survival Box traccia una linea diretta tra una corsa
cittadina a Lucerna e un campo d’accoglienza provvisorio in Marocco, tra una
riunione di club a Gossau e una famiglia in Ucraina.
Non si tratta di
un’astratta aspirazione a migliorare il mondo, bensì della forza di una
logistica efficiente e di partenariati affidabili. Il progetto non punta sulla
drammatizzazione né promette di risolvere tutti i problemi del pianeta. Si
concentra invece sull’essenziale: una scatola, un filtro, una famiglia.
Sull’acqua – il bene più scontato in Svizzera e, allo stesso tempo, uno dei più
preziosi al mondo. È proprio questo che rende la Water Survival Box un esempio
ideale di Servizio Internazionale.
Nel settembre 2027
Water Survival Box Svizzera celebrerà il suo
decimo anniversario. Un’ottima occasione perché i club continuino a sostenere e
sviluppare questo progetto di successo nell’ambito del Servizio Internazionale.